ZANARDI: ESEMPIO DI VITA

Il Primo maggio del 1994 ci lasciava Ayrton Senna, 32 anni dopo lo stesso giorno se ne va Alex Zanardi. Alcuni lo chiamano fato, altri destino, alcuni pensano siano solo coincidenze, altri segni irrazionali difficili da spiegare con la logica. Due campioni indiscussi delle quattro ruote in F1 le cui vite s’intrecciano per terminare nella stessa data.

Alex Zanardi però non era solo un pilota o professionista straordinario, lui incarnava i valori della vita. Un uomo il cui esempio è stato e continuerà ad essere “FARO” per le nuove generazioni. Oggi il termine resilienza è inflazionato ma non c’è vocabolo migliore per descrivere la tenacia, la caparbietà e la capacità di rialzarsi dell’atleta bolognese.
“I limiti sono solo nella nostra testa. Se hai un sogno e vuoi realizzarlo, non ci sarà nulla in grado di ostacolarti. Tranne la tua volontà”

Nell’automobilismo esordì in F1 il 29 settembre 1991, corse 44 gare con Jordan, Minardi, Lotus e Williams, si laureò campione di CART nel 1997 e 1998.

Il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato CART al Lausitzring in Germania, Zanardi perse improvvisamente il controllo della vettura che venne centrata da quella del pilota Alex Tagliani. L’incidente fu devastante e gli costò l’amputazione di entrambi gli arti inferiori. Dopo 16 operazioni chirurgiche e 7 arresti cardiaci, Alex riuscì a sopravvivere e il grave infortunio non gli impedì di proseguire la sua carriera ed in generale la vita.

Nel 2003 pubblicò la sua prima autobiografia …però, Zanardi da Castel Maggiore!, proseguita nel 2016 con Volevo solo pedalare: …ma sono inciampato in una seconda vita, entrambe scritte da Zanardi in collaborazione con il giornalista Gianluca Gasparini.

Soli quattro anni nel 2005 dopo divenne Campione italiano superturismo. Decise poi di dedicarsi ad altri sport e mostrare a tutti che “volere e potere” e che non ci sono ostacoli d’innanzi alla determinazione. Nel paraciclismo ha conquistato quattro medaglie d’oro nei Giochi paralimpici di Londra 2012 e Rio 2026 e dodici titoli ai campionati mondiali su strada.

Alex ha compiuto imprese straordinarie nell’Ironman, in particolare a Cervia nel 2018 e 2019, completando la gara di triathlon estremo (3.8 km nuoto, 180 km handbike, 42.2 km carrozzina olimpica) con record paralimpici. Nel 2019 chiuse in 8h 25′ 30”, classificandosi 8° assoluto, testimonianza della sua eccezionale forza di volontà.

Il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike rimase coinvolto in un incidente con un camion sulla statale 146 a Pienza in Toscana. Sottoposto ad interventi chirurgici rimase coma farmacologico sino a quando nel 2021 riacquistò la coscienza e iniziò riabilitazione sino a venerdì 1 maggio 2026 quando ha deciso di raggiungere Ayrton in una corsa sopra le nuvole.


Innumerevoli Onorefice0nze, la più importante sicuramente “Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”.

Una volta, ospite al David Letterman Show, disse: «Credo che la curiosità sia l’unica cosa di cui abbiamo bisogno nella vita. Se sei curioso troverai la tua passione. E i risultati che avrai saranno il risultato di quanta passione metterai nella tua vita». E la vita in fondo, anche quando si vede – letteralmente – il fondo, è una questione di scelte. «Dopo l’incidente avevo due possibilità: rinunciare o cercare di appassionarmi a un nuovo progetto. Ho scelto la seconda».

“Sognare da quando si è piccoli […] non importa cosa. E continuare a farlo. Non sai quello che ti capiterà più avanti, poi piano piano la cosa prende forma dentro di te e si evolve, cresce. Non mollare mai e realizzare quasi tutti i sogni… per continuare a sognare.”

Alex Zanardì è stato un vero eroe, una persona positiva che ha trasmesso a tutti noi il significato autentico del viaggio/percorso che un essere umano possa fare: la vita.

“Ho capito che il segreto per vivere bene è godersi il percorso, perché quando tagli il traguardo è finita e subentra sempre un po’ di malinconia.”

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