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Consiglio comunale del 29 settembre 2020

In occasione del prossimo Consiglio comunale del 29 settembre 2020, il gruppo MOS ha deciso di presentare le seguenti azioni consiliari:

  • INTERROGAZIONE “INFORMAZIONI IN MERITO ALL’AREA EX FONDERIE DI QUINTANO” protocollo n. 25808/2020.
  • INTERROGAZIONE “GESTIONE PALESTRE COMUNALI” protocollo n. 25808/2020.
  • MOZIONE relativa al “RIPRISTINO PILOMAT” protocollo n.25808/2020.
  • MOZIONE relativa al “SOSTEGNO ALLE MATERNITÀ DIFFICILI:UN’URGENZA NON RIMANDABILE” protocollo n.25808/2020.

Ricordiamo, a titolo informativo, che il nuovo regolamento del Consiglio comunale limita a n.4 le azione dei gruppi consiliari. Sarà nostra premura conservare le segnalazioni pervenute e presentarle al prossimo Consiglio comunale. #MosPalazzolo

Link di riferimento:
https://www.comune.palazzolosulloglio.bs.it/news/segreteria-trasparenza-anticorruzione-comunicazione-istituzionale-protocollo-ed-archivio-63?fbclid=IwAR0tnjJ7lxl0co6jbz7_4ZRVLYdeeplHAlTMfnmqF5Ou2TqBgsX_ydiFC1w

PERplessità in merito all’iniziativa eatinero

Nei giorni scorsi abbiamo appreso dell’iniziativa organizzata dal Comune in collaborazione con l’Associazione Eatinero all’interno del Parco Metelli. L’iniziativa è di per sé lodevole ma realizzarla in un periodo come questo è veramente assurdo. Dopo mesi di lockdown a causa del Covid-19, da marzo a maggio, sarebbe stato decisamente più opportuno creare una collaborazione con le realtà locali per aiutarle a ripartire.
Le associazioni di categoria locali hanno già dimostrato di essere capaci e competenti, mettere all’interno di un’area splendida come quella del Parco Metelli degli ulteriori competitor per circa 2 mesi è veramente inspiegabile.
Pensare di rimediare a mezzo stampa dicendo che l’Amministrazione ha sostituito il chiosco di bibite e gelati, probabilmente chiuso perché non a norma, con ambulanti che vendono hamburger e patatine è veramente assurdo.
Non abbiamo esitato a collaborare nelle commissioni, a votare in Consiglio, ma serve attenzione e maggiore sensibilità verso le nostre attività che rappresentano il vero tessuto sociale ed economico della Città.
L’idea di dare un servizio è valida, peccato sia venuto meno l’intenzione di AIUTARE le attività del nostro territorio.

Campagna “NO mozziconi per terra”

Nei giorni scorsi il gruppo MOS Palazzolo ha protocollato all’Amministrazione la richiesta di aderire alla campagna di sensibilizzazione “NO mozziconi per terra”.

La campagna nasce per contrastare il diffuso malcostume di gettare per strada uno dei rifiuti più inquinanti al mondo: si calcola ad esempio che nel Mediterraneo i mozziconi rappresentino il 40% dei rifiuti totali (il 9,5% sono bottiglie di plastica, l’8,5% sacchetti di plastica, il 7,6% lattine di alluminio). Secondo uno studio ENEA-AUSL Bologna accendere una sigaretta significa immettere in ambiente più di 4000 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una parte di queste sostanze chimiche resta nel filtro e va a contaminare quella parte di sigaretta non fumata che comunemente è chiamata cicca o mozzicone. Nelle cicche, quindi, è possibile trovare moltissimi inquinanti: nicotina, benzene, gas tossici quali ammoniaca e acido cianidrico, composti radioattivi come polonio-210, e acetato di cellulosa, la materia plastica di cui è costituito il filtro. Già da tempo altri Paesi applicano sanzioni pesantissime contro coloro che gettano mozziconi di sigaretta a terra. La normativa italiana che lo vieta è già in vigore dal 2016 (legge 28 dicembre 2015, n. 221, art. 40) e prevede una multa dai 60 ai 300 euro per i trasgressori, ma quasi nessun Comune ne garantisce una rigorosa applicazione.

Nel frattempo proseguono le consultazioni sul territorio per raccogliere la voce dei cittadini e presentare ulteriori proposte, per aiutare aziende e cittadini, nella prossima commissione bilancio. #MosPalazzolo🇮🇹

Sindaci, lettere, COVID e tamponi

La lettera dei 67 sindaci bresciani, tra cui figura tra i primi firmatari anche il sindaco Zanni, è un’inaccettabile strumentalizzazione politica della sofferenza e della morte dei nostri cittadini. È inammissibile che proprio alcuni sindaci (dall’appartenenza politica tra l’altro facilmente verificabile), coloro che dovrebbero essere i garanti della salute dei cittadini, sfruttino la stessa per lanciare una campagna politica contro Regione Lombardia. Compito di chi amministra, specialmente in merito a tematiche così delicate, è quello di fornire indicazioni corrette alla cittadinanza e non invece sfruttarne le legittime paure e incomprensioni.

La polemica, del tutto pretestuosa, in merito all’erogazione tramite il Servizio Sanitario Regionale dei tamponi nasofaringei per la ricerca molecolare del virus SARS-CoV-2 denota anche una scarsa conoscenza del problema.
Non dovremmo essere noi a ricordarlo ai sindaci, tuttavia non possiamo non farlo: l’esecuzione SIA del test sierologico, SIA del tampone nasofaringeo RIENTRANO GIÀ nelle prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Regionale e quindi non a carico del cittadino, proprio grazie ai tanto decantati LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). È scorretto però non evidenziare ai cittadini che queste prestazioni, COSÌ COME QUALSIASI ALTRA PRESTAZIONE MEDICA (dalla prescrizione di un antibiotico fino al trapianto cardiaco), per poter essere erogate a carico del SSR necessitano di almeno un requisto fondamentale: la prescrizione SECONDO CRITERI DI APPROPRIATEZZA dal parte di un MEDICO accreditato al SSN o da parte delle Autorità Sanitarie.

SIA IL TEST SIEROLOGICO CHE IL TAMPONE VENGONO DUNQUE GIÀ EROGATI SENZA COSTI PER IL CITTADINO che ne possiede i criteri. Si sarebbe al massimo potuto criticare questi criteri, cercando di ampliarli (anche se sarebbe risultato alquanto presuntuoso da parte della politica cercare di discutere dei criteri clinico epidemiologici), e invece proprio nella replica dei fantastici 67 si precisa che questi criteri non sono in discussione. Si pretende invece che il Servizio Sanitario Regionale si faccia carico anche di tutte quelle prestazioni sanitarie erogate al di fuori dell’appropriatezza clinica, tramite autoprescrizione e per puro profitto privato, senza percorsi organizzati, facendo leva sulle paure delle persone, dei lavoratori, dei datori di lavoro.

Chi ha a cuore la salute dei propri cittadini, chi ha a cuore la salvaguardia della Sanità pubblica di questa regione e di questa nazione, avrebbe dovuto piuttosto chiedere a voce alta che fosse messo un freno alla speculazione sulla pelle della nostra gente. Avrebbe dovuto piuttosto chiedere a gran voce ai laboratori e a tutti gli operatori privati (i quali sono i benvenuti) di fornire un percorso diagnostico completo e lineare, non semplicemente un modo per guadagnare sulle spalle della collettività. Avrebbe dovuto aiutare i cittadini a comprendere che qualsiasi prestazione sanitaria al di fuori di percorsi organizzati ha uno scarso significato e può contribuire a creare false aspettative e comportamenti a potenziale rischio nei cittadini interessati.

Si sarebbe potuto fare molto, con la forza di chi ha avuto il compito, l’onere e l’onore di essere il rappresentante di chi più ha sofferto. E invece si è buttata questa ennesima occasione per fare campagna elettorale.

Abramo Fratus
Vicepresidente MOS Palazzolo