8 Marzo, giornata internazionale della donna!

mimosa1La giornata internazionale della donna ha origini ancora oggi molto controverse ma certo è il fatto che l’8 marzo di ogni anno sia, nella maggioranza dei paesi occidentali, oltre che occasione di festa ed allegria, giorno di riflessione e  memoria  per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, le battaglie, ma anche le discriminazioni e le violenze di cui sono ancora vittime in molte parti del mondo.

Nel  1908, durante la conferenza tenuta dal Partito socialista di Chicago, si discusse dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini salariali e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne: quella conferenza, fu chiamata Woman’s Day, il giorno della donna. A seguito di ciò, le delegate socialiste americane, decisero  di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.

Non fu però ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi; non abbiamo memoria storica certa sulle reali origini della manifestazione e quindi una versione univoca sulla nascita di questa festa.

Il pomeriggio del 25 marzo 1911, un incendio che iniziò all’ottavo piano della Shirtwaist Company uccise 146 operai di entrambi i sessi. La maggioranza di essi erano giovani donne italiane o ebree dell’Europa orientale. Poiché la fabbrica occupava gli ultimi tre piani di un palazzo di dieci piani, 62 delle vittime morirono nel tentativo disperato di salvarsi lanciandosi dalle finestre dello stabile non essendoci altra via d’uscita.
I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell’incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari. Migliaia di persone presero parte ai funerali delle Operaie.

In Italia, nel secondo dopoguerra e più precisamente l’8 marzo 1946,  l’UDI (Unione Donne Italiane), organizzò la prima Giornata Internazionale della Donna, riprendendo le celebrazioni che fino a quel momento erano  avvenute in altre nazioni.

Nel 1959 tre senatrici presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l’iniziativa non ebbe seguito, finché, negli gli anni ’70  nacque il movimento femminista che organizzò a Roma l’8 marzo 1972  una manifestazione a favore della legalizzazione dell’aborto e della liberazione omosessuale.

Le Nazioni Unite, nel 1975, riconobbero e designarono l’8 marzo proprio come la Giornata Internazionale della Donna. Due anni dopo,  si proclamò anche la giornata delle Nazioni Unite per i Diritti della Donna e la Pace Internazionale, riconoscendo in tal modo il ruolo della donna negli sforzi di pace e  la necessità di porre fine ad ogni discriminazione, civile e sociale.

In Italia il simbolo della ricorrenza dell’8 marzo è l’ormai tradizionale mimosa. 

Riteniamo opportuno ricordare alcune Donne che con impegno e dedizione hanno affrontato battaglie non facili. A loro va il nostro pensiero e l’auspicio che la comunità palazzolese si ricordi di questi nomi quando ci sarà da intitolare un qualcosa a donne meritevoli.

Ilaria Alpi
Nata a Roma, 24 Maggio 1961 e assassinata a Mogadiscio, 20 Marzo 1994. E’ stata una giornalista italiana del Tg3, uccisa in Somalia per aver scoperto traffici illeciti di rifiuti tossici e nocivi dall’Italia alla Somalia. Una piaga ancora oggi aperta, la sua morte .

Caterina Gorini e Rosina Maza
Siamo nel 1800 quando queste due Donne Palazzolesi, attive nell’assistenza e nella carità aiutarono l’arciprete don Bettinelli durante il colera del 1855. Gesto importante per la nostra Comunità.
(Ricordate anche dalla Commissione Pari Opportunità di Palazzolo s/O nel 2011)

Norma Cossetto
Nata a Santa Domenica di Vismada, 17 Maggio 1920 e brutalmente assassinata a Antignana o foiba di Villa Surani, 4 o 5 ottobre 1943. studentessa italiana, istriana di un paese vicino Visignano, nel 1943 fu vittima dei partigiani titini dell’ Esercito popolare di liberazione della Iugoslavia. L’episodio della violenza carnale fu poi riferito da una donna abitante davanti l’ex caserma, che, attirata da gemiti e lamenti, appena buio osò avvicinarsi alle imposte socchiuse vedendo Norma legata al tavolo. La notte tra il 4 e 5 Ottobre Norma e altri ventisei prigionieri, legati col fil di ferro, furono costretti a spostarsi a piedi fino a Villa Surani. Qui, ancora vivi, furono gettati nella foiba li vicina. Norma e le altre donne prima di essere uccise furono nuovamente sottoposte a violenze.
(Ricordata anche da alcuni consiglieri di maggioranza di Palazzolo s/O nel 2011)

 

Chiudiamo con un aforisma di William Shakespeare, che racchiude a pieno il nostro pensiero:

La donna uscì dalla costola dell’uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.

 

I MOS
V.S.

 

Fonti:

http://www.ilariaalpi.it/

http://www.tiraccontopalazzolo.it/documento/caterina-gorini-e-rosina-maza

http://www.loschermo.it/articoli/view/50148

 

 

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