Analisi Elezioni Europee 2014

10301189_10203969712632828_5595336391455526753_nDomenica 25 maggio gli elettori europei sono chiamati ad esprimere, tramite il voto, la loro opinione su questa Europa.
I principali competitor sono: coalizione dei partiti euroconvinti contro coalizione dei partiti euroscettici.

La coalizione degli eurocoinvinti, annovera due grandi partiti come il Partito Popolare Europeo e il Partito Socialista Europeo. Il PPE riunisce le forze europee moderate di centro-destra, mentre il PSE riunisce le forze europee moderate del centro –sinistra. In aggiunta vi sono poi altri gruppi, dalla minima rappresentanza, come: i liberali e democratici (Alde/Pde) con i centristi di tutta europa, Verdi/Alleanza libera europea con i Verdi europei, Conservatori e riformisti europei e ilPdci con la sinistra Europea in sostegno di Tsipras. Dei partiti italiani, rientrano in questa coalizione:

  • Partito Democratico di Renzi, è iscritto al PSE. Candidato unico Martin Shulz, un politico tedesco che seguirà le linee della Germania. Il PD con Renzi, nomitato Pres. del Consiglio senza elezione alcuna, ha deciso di continuare con le politche sin qui adottate dall’UE. Ritengono l’Europa, fonte di salvezza e non di problemi.
  • Forza Italia di Berlusconi, è scritto al PPE. Il lussemburghese Jean-Claude Juncker è appoggiato dalla cancelliera A.Merkel. Non ama Berlusconi e ha dichiarato di voler intraprendere una politica comune con Martin Shulz. Medesimo discorso per il Nuovo Centro Destra di Alfano. E’ curioso come FI nonostante l’ufficiale “Colpo di Stato del 2011” subito dal quirinale e dai mercati esteri e le frasi di Juncker che definisce Berlusconi “vergognoso”, abbia deciso di correre con il Ppe.
  • Sinistra Ecologia e Libertà di Vendola è iscritta al gruppo: Lista per Tsipras, capitanata da A.Tsipras (Greco). Una sinistra a sostegno dell’immigrazione di massa, considerata una ricchezza vera per il continente, e del vecchio concetto di comunismo. Credono nell’Europa e nella Globalizzazione e sono contrari all’uscita dell’euro.
  • Scelta civica, Centro democratico e Fare per fermare il declino, sono iscritti alla lista Alde/Pde capitanata da Guy Verhofstadt (Belga). Monti, Boldrin e Tabacci sono uniti in favore delle politiche pro Euro e pro Europa. Fini sostiene Tabacci. Della serie: i valori e le idee sono un optional..

Fra le file degli euroscettici ELD (Groupe Europe Libertés Démocratie), a livello europeo, si inseriscono: il “Fronte Nazionale” in Francia, il “Partito olandese per la Libertà” in Olanda, il “Partito del Popolo Danese” in Danimarca, il “Partito Finlandese/Veri Finlandesi” in Finlandia, “l’Ukip” in Gran Bretagna, “Team Stronach” In Austria, “Interesse Fiammingo” in Belgio, “Libertas” in Iralanda, “Movimento Spagnolo/Indignados” in Spagna, “Alba Dorata” in Grecia, “Alternativa per la Germania” in Germania, “Jobbik” in Ungheria e “Sverigedemokraterna” in Svezia. Tutti i partiti citati rientrano nell’area della destra nazionalista seppur con diverse sfumature. In Italia i partiti euroscettici sono:

  • Lega Nord di Salvini, è nel gruppo ELD. Il gruppo è capitanato da Marine Le Pen e Geert Wilders. E’ il partito italiano più euroscettico. Sono contro la moneta unica dell’Euro, contro l’Austerity e contro l’immigrazione clandestina incontrollata. La Lega di Salvini ha sicuramente un posto d’onore certificato da Marine Le Pen stessa nel gruppo ELD. Con l’elezione del nuovo segretario il partito lombardo ha cambiato strategia politico/comunicativa a livello Nazionale. Nel logo è rimasta la scritta Lega Nord ed è stato aggiunto lo slogan “BASTA EURO” e autonomie ed è stata tolta la dicitura “Per l’indipendenza della Padania”. Non parla più ne di “secessione” ne di “indipendenza padana” ma di “Repubblica Federale” e “autonomie regionali”, la campagna elettorale di Matteo Salvini non è per la macroregione del Nord bensì per tutta Italia cercando di valorizzare le singole peculiarità regionali. Un cambiamento radicale per un partito che è uscito da un ghetto per difendere le differenze regionali e unire l’Italia in una battaglia contro l’Europa e puntare decisa al federalismo puro.

 

  • Fratelli d’Italia/AN della Meloni rientra nel gruppo ELD. Nazionalisti, tutelano il Made in Italy e il voto italiano. Contro le politiche di austerity tedesche. FdI/AN ha deciso di abbandonare il Ppe, dopo un sondaggio popolare (primarie), per seguire il Fronte Nazionale francese, in una battaglia a difesa del popolo italiano. Nonostante qualche politico di FdI sia un po’ reciclato, è da apprezzare il tentativo di riunire un’area troppo frammentata.

I singoli partiti possono decidere anche di non iscriversi a nessun gruppo europeo e agire autonomamente:

  • Movimento 5 Stelle di Grillo, non è iscritto ad alcun partito. Nonostante in Italia abbia votato con il PD per abolire il reato di immigrazione clandestina, in Europa ha deciso di non schierarsi, per valutare di volta in volta. Un 25% di consenso nazionale equivarrebbe ad una rappresentanza di circa 20 Eurodeputati su gli attuali 766 che rappresentano circa 500 milioni di abitanti. Una goccia nel deserto.


Gli scenari come detto sono due: euroconvinti contro euroscettici.

La differenza fra il Ppe di FI e NCD e il Pse del PD è pressochè nulla, tant’è che i candidati hanno già dichiarato di voler creare una collaborazione proficua Pro Europa. Un finto bipolarismo seguito da sicure larghe intese contro le differenze, le tradizioni e le identità delle singole nazioni. Stesso ragionamento per i centristi europei del gruppo di Alde/Pde, stampella del Ppe e Pse.

Ragionamento ben diverso per il gruppo euroscettico ELD. Un gruppo contrario a questa Europa e a questa Austerity, a favore della sovranità monetaria e della identità nazionale. una battaglia che potrebbe cambiare gli scenari politici-economici dei prossimi anni.

 

3 pensieri su “Analisi Elezioni Europee 2014”

  1. Totovoto by Minga
    Pd 30%, M5S 27%, FI 15%, Lega 8%, FdI 5/6%, Ncd 5/6%, Tsipras 3%, Civica 1%.
    Secondo me FI crollo vertiginoso, potrebbe anche essere più negativo, Lega e FdI, in crescita, insieme sarebbero sul 15%, la coalizione del futuro. Sconfitta del Centro. Pd costante e M5S in crescita.

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