Riflessioni

La sinistra palazzolese dichiara che la scelta di addobbare in questo modo Piazza Roma non è una scelta politica. Mi chiedo quindi: cosa intendono loro per politica? Qual è la loro concezione di politica? Qui, oggi, la sinistra palazzolese ha deciso di inseguire il politicamente corretto attaccando la propria comunità, le sue tradizioni, la sua identità. Questo è quanto è stato fatto attaccando gli usi e i costumi della stessa.

Per il ruolo, la visione e l’importanza, che per me ricopre l’Agorà, la Piazza, in una Polis, Città, ritengo quanto fatto un mero attacco politico. Si è scelto di addobbare Piazza Roma in questo modo; si è scelto di addobbare la Piazza sotto Natale con le installazioni dell’Associazione “Donne Terzo Paradiso”. Scegliere vuol dire decidere. Una scelta consapevole. Una decisione politica chiara, precisa.

La Polis come modello di struttura che prevedeva l’attiva partecipazione degli abitanti liberi alla vita politica. L’Agorà ovvero la piazza principale della polis come luogo di condivisione, discussione, partecipazione e aggregazione. Una forte armonia fra polis e i suoi individui, genera comunità, senso di appartenenza. La nostra comunità ha nel tempo dimostrato di avere un forte senso d’appartenenza, un’identità ben definita. Grazie agli usi, costumi e tradizioni si generano le comunità.

Non ho mai usato la politica per attaccare a livello personale e non è mia intenzione iniziare oggi. Penso di avere mille difetti ma fra i pregi vi sono sicuramente la sensibilità, l’educazione e il rispetto. Grazie alla libertà di espressione mi sento libero di esprimere quella che ritengo essere la mia visione politica. Ho la fortuna di rappresentare un gran gruppo e quindi posso, grazie al consenso elettorale, parlare anche in prima persona plurale. Una visione che parte da lontano e che il nostro nome è in grado di esprimere con una sola parola MOS. Il “Mos maiorum” rappresenta il nucleo della morale tradizionale della civiltà romana. Fides: fedeltà, fiducia e lealtà fra i cittadini. Maiestas: fiera consapevolezza di appartenere ad un popolo importante. Pietas: devozione alla famiglia, alla patria, al Sacro. Virtus: le qualità dell’uomo messe a disposizione della società con coraggio e onore. Gravitas: autocontrollo, fermezza, dignità e temperanza che ogni situazione esige. In parole semplici portiamo avanti i valori fondante della nostra civiltà.

Il ricoprire un ruolo di amministratore in una Città importante come Palazzolo comporta l’intelligenza di sapersi comportare in modo consono al ruolo che si ricopre. Non si può agire a prescindere dallo stesso. A seguire non è mancata la confusione nel comprendere la differenza fra attacco politico e attacco personale, la difficoltà nel comprendere una comunicazione volta non ad attaccare i soggetti ritratti ma la scelta di installare le suddette foto in un contesto totalmente fuori luogo come quello del Natale portando in dote un simbolo ricco di deliri new age, giustificandosi pubblicamente con “Installazioni volte a distruggere gli stereotipi”.

Bisogna imparare a ragionare oggettivamente e a non lasciarsi prendere dall’emotività, la sinistra palazzolese punta proprio a confondere i temi a deviare il focus del discorso perché l’attacco alle tradizioni è stato fatto, la scelta dell’addobbare la Piazza in questo modo è stata fatta. Le installazioni sono frutto di una mera propaganda politica di sinistra, il pensiero unico volto a tutelare il politicamente corretto che però attacca noi, attacca la nostra comunità. Nelle installazioni vengono rappresentate tutte le donne? No. Portano doni? No. Espongono il simbolo di un’associazione politicizzata? Sì. Sono contestualizzate? No. Rappresentano solo una parte del mondo femminile, mancando di rispetto alla parte volutamente esclusa, e tengono in mano il logo di un’associazione dal significato ben preciso e lontanissimo dal Natale, creando quindi un nuovo stereotipo con la presunzione di avere la verità in tasca e con l’arroganza di ritenersi i detentori dell’intelligentia.

Ebbene. Questa è stata una scelta politica pari a quella di non illuminare la Città, nel link sottostante ascolterete il Primo Cittadino dichiarare che “[..] non è un problema di disponibilità economica le luminarie, ma è una questione di scelte[..]”. Il festeggiare nelle scuole il Rebirth day, sostituendo con questa festa con la festa di Natale e collegandosi all’iniziativa promossa in Piazza dimostra che l’opera in atto è più articolata e merita una profonda riflessione. Questo è un attacco al Sacro, seppur si stia parlando di democristiani, un attacco all’identità della comunità, alle sue radici, ai suoi usi e costumi. La scusa dell’arte ha retto solo sino al nostro articolo perché coprire sotto Natale la storica fontana del 1791 è tutto fuorché arte. La scelta politica di addobbare la piazza in questo modo è stata presa e con essa ciò che ne consegue.

Un attacco a tutte le religioni perché il Natale è un momento di festa. Poi vi è il precedente: immaginatevi se una qualsiasi forza politica dell’area opposta avesse fatto la medesima installazione promuovendo il logo, sotto Natale e fuori contesto, di un’associazione vicina all’area di riferimento. Et Voilà che il problema diventa anche amministrativo.

Io, noi, crediamo fermamente nei valori classici della nostra società e siamo convinti che questa forzatura abbia mancato di rispetto a tutte le donne e a tutte le religioni perché il Natale è un momento di unione e non di divisione. Equità sempre. Rispetto sempre. Ricordarsi sempre che si amministra per i propri concittadini e non per i propri cittadini. Non dimenticarsi mai che non si amministra solo per i cittadini che ci hanno sostenuto ma si è amministratori di tutti.

Gli attacchi subiti in Consiglio sono già passati, e gli inviti a scusarsi con “le donne” li rimando tranquillamente al mittente: perché se c’è qualcuno che oggi, qui, dovrebbe scusarsi per quanto fatto sono coloro i quali hanno attaccato la nostra comunità, la nostra identità, le nostre tradizioni, i nostri usi e costumi e soprattutto la nostra sensibilità.

Invito tutti a vedere gli interventi dell’ultimo Consiglio comunale (1.44’15”) per comprendere chi si nasconde dietro ad una maschera e chi invece, con il consueto stile, prosegue una battaglia valoriale ben più importante.

Link: https://www.youtube.com/watch?v=CX0h4eeqo-g&feature=youtu.be&t=6255

Alessandro Mingardi

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