Sulla scia del sogno americano

Franklin D. Roosevelt after giving one of his ...
Franklin D. Roosevelt

Proviamo a chiederci cosa sia stato fatto dal secondo dopoguerra ad oggi nella nostra penisola per limitare le divisioni di classe, o quantomeno per permettere di attraversarle, creando una continuità tra l’incasso del Piano Marshall e il sogno del New Deal americano:

– Sicuramente la Carta Costituzionale;
– Probabilmente la presa di coscienza dei lavoratori a seguito dell’opera dei Sindacati, anche se in realtà il processo di emancipazione non si è del tutto completato;
– Il consumismo, questo solo forse in tributo allo sbarco in Sicilia degli Alleati;
– Senz’ombra di dubbio la mercificazione dell’Io ottenuta attraverso i Reality con un tempismo “ammirevole”  se consideriamo quanto poco prima della crisi dei consumi materiali sia arrivata.

Molto probabilmente esistono altri aspetti, ma uno ne rimane in particolare che si vuol indagare:  la promozione del dogma universitario a cavallo di Troia per far breccia nelle caste.

Nata come luogo di ricerca e di cultura l’Università ha via via perso la sua identità originaria a partire dai movimenti studenteschi del ’68 fino ad arrivare al mandato Gelmini. La nobile causa di mettere il sapere a disposizione di tutti coloro i quali lo desideravano, senza frapporre barriere di classe fu, da un lato, nel breve periodo, disatteso impoverendo la qualità dei contenuti fruiti e la competenza professionale derivata, mentre dall’altro, nel lungo periodo, è stato sfruttato dalla “Maglia” per riorganizzare il fronte dell’immobilismo sociale, gettando fumo negli occhi dei comuni cittadini i cui sacrifici, per permettere ai figli di studiare, venivano idealizzati nel nome di un futuro migliore.

Proviamo ad addentrarci nel ginepraio della tesi appena esposta.

Che la qualità degli insegnamenti ricevuti e di conseguenza delle conoscenze acquisite sia stato di anno in anno rivisto al ribasso è cosa nota. E che questo non abbia giocato assolutamente a favore del Terzo Stato neanche.

Che l’insieme di industriali, dirigenti, funzionari, imprenditori, predatori, politicanti, massoni e criminali costituenti la Casta Italia, indicati prima col nome di “Maglia”, appunto per delineare come essi si intreccino tra loro in modo da non far passare nemmeno uno spiffero d’aria,  abbia sfruttato l’idea di un avvenire migliore per oscurare i loro sporchi giochi di mantenimento dello status quo, è invece un concetto nuovo.

palazzo dei notai
palazzo dei notai (Photo credit: MaMaVe)

Pensate a come spesso e volentieri si sia sentito nei pubblici dibattiti affermare dalle cerchie gravitanti nelle orbite di Notai, titolari di Studi Commercialisti, titolari di Studi Avvocatizi, Dirigenti di aziende pubbliche e private, titolari di Farmacie, Funzionari di Stato, Funzionari di Partito, Impiegati Provinciali, Regionali, Portaborse, Lacchè etc etc.. che la strada per arrivare a questi luoghi di benessere sia stata costellata di esami e master brillantemente superati! Salvo poi appurare che in privato il lavoro lo comprano da Tizio in cambio della carica data a Caio, favoriscono l’ascesa di Bruto per raccogliere i voti della famiglia di Sempronio, affossano le speranze di Tito consigliando a Livio di indagarlo, illudono Ovidio a spremere  se stesso nella semina per consegnare il raccolto nelle mani del gaudente Gracco.

Ora che l’inganno è stato scoperto, a partire dalla messa in luce delle lauree facili, guarda caso a vantaggio proprio dei medesimi cortigiani di prima, proseguendo nell’analisi del disastro finanziario, industriale e competitivo in cui il Paese si ritrova, sempre grazie a questa selva di incarichi illuminati, e senza passare in rassegna le grida di lamento che provengono dagli Atenei o da coloro i quali ne sono da pochi anni usciti  e che giustamente si sentono presi in giro, ci chiediamo quando il popolo riuscirà o vorrà portare a compimento l’emancipazione per essere in grado di sfidare i tiranni con la disubbedienza sociale in modo da ridare un’alternativa di vita ai propri figli che stanno colpevolemente costringendo ad emigrare per sfuggire alla resa.

3 pensieri su “Sulla scia del sogno americano”

    1. Il post in se come scopo ha quello di esporre un’interpretazione dei fatti non convenzionale e non schierata, che è un po’ quello per cui è nata Redazione all’interno della nostra associazione.
      Se poi stai chiedendo se esista o meno una ricetta relativamente a quanto descritto posso rispondere che innanzitutto non è semplice trovarla perchè si tratta di una situazione costruita negli anni con gli strumenti che definiscono il potere; tuttavia secondo me per contrastare i personaggi elencati nell’articolo potrebbe essere d’aiuto iniziare a non usufruire dei servizi che offrono, a screditarli pubblicamente, a non ascoltarli sui luoghi di lavoro e cose del genere.
      Alcuni colleghi però mi hanno fatto notare che il sistema può essere sconfitto dall’interno e difficilmente dall’esterno; questo vuol dire che la proposta di modelli di concorrenza esattamente opposti a quelli descritti dovrebbe prendere forma già nella PMI.

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