PREMESSO CHE
– la mobilità privata sta cambiando velocemente ed i veicoli elettrici
conquistano sempre maggiori spazi; investimenti e strategie delle case
automobilistiche ne sono la prova. Considerato che per permettere la
circolazione di tali veicoli è necessario dotarsi di colonnine per la
ricarica, con l’obiettivo di fornire più punti di approvvigionamento di
energia elettrica per chi sceglie la mobilità ecocompatibile a basso impatto
ambientale;
– la circolazione di autoveicoli è tra le quattro fonti primarie certa
di inquinamento da polveri sottili.
CONSIDERATO CHE
– nel corso degli ultimi anni si sono registrati diversi sforamenti
relativamente alle polveri sottili (PM10), soprattutto nel periodo invernale;
– è la Corte Dei Conti a denunciare, in un documento di accusa alla
politica, una grave inefficienza in un settore strategico per il futuro della
sostenibilità in cui il cittadino italiano è doppiamente scoraggiato dai
prezzi alti delle vetture elettriche e da un numero di colonnine di ricarica
non adeguato.
TENUTO CONTO CHE
– dopo un’attenta ed oculata ricerca di mercato presentiamo in allegato,
a mero titolo esemplificativo, una proposta qualitativamente e quantitivamente adeguata
ed in grado di realizzare a costi zero la richiesta in oggetto (Allegato 1 e
Allegato 2);
– dal 1 giugno 2014 come recita l’art. 4 ter. 1 del Testo Unico DPR 380
del 06/06/2001 ripreso dal cosiddetto decreto sviluppo Decreto Legge 22 giugno
2012, n. 83 Art. 17 (quinquies), i comuni avrebbero dovuto adeguare il proprio
regolamento edilizio prevedendo l’obbligo di predisporre infrastrutture
elettriche per la ricarica dei veicoli per tutti gli edifici di nuova
costruzione non residenziali con superficie superiore ai 500 mq;
– tale obbligo a seguito del Decreto Legislativo 16 dicembre 2016, n. 257
entrato in vigore solo il 14/01/2017 è stato posticipato con l’art. 15 al 31
Dicembre 2017;
– sempre con lo stesso decreto-legge N.83 del 22/06/2012 all’art.17
sexies (non modificato) si precisa che i punti di ricarica sono classificati
come opere di urbanizzazione primaria e, quindi, gli strumenti urbanistici e di
programmazione territoriale dei comuni dovranno prevedere uno «standard minimo
di dotazione» di colonnine di ricarica;
– è la stessa Corte dei Conti a sostenere che “…bisognerebbe
accelerare al massimo lo sviluppo dell’elettrificazione della mobilità”.
TUTTO CIO’ PREMESSO, IL CONSIGLIO
COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A DELIBERARE QUANTO SEGUE:
1) ad attivarsi, o proseguire nel caso ci si fosse già attivati, al posizionamento
di indicativamente almeno n.5 (o più) colonnine per la ricarica di veicoli
elettrici nel territorio comunale;
2) ad attivarsi al fine di ottenere finanziamenti governativi, Europei
per la realizzazione della rete di ricarica elettrica;
3) ad intrattenere rapporti con aziende produttrici di veicoli elettrici
al fine di verificare la possibilità di ottenere sponsorizzazioni per
l’utilizzo di veicoli elettrici nel parco automezzi comunali senza costi
aggiuntivi, o comunque a valutare la posibilità di integrare il parco automezzi
comunale comunale con veicoli elettrici nelle modalità che preveda il miglior
rapporto qualità/prezzo per il l’Ente;
5) Al recepimento della normativa nell’adeguamento al Regolamento
Edilizio che l’Ufficio Tecnico comunale
sta predisponendo in adeguamento a quanto stabilito dalla deliberazione del
24/10/2018 n. IXI695, della Regione Lombardia in cui ha recepito l’intesa tra
governo, regioni ed autonomie locali concernente l’adozione del Regolamento
edilizio-tipo di cui all’art.4, comma 1 sexies del D.P.R. n.380/2001;
Consigliere Comunale
dott. Alessandro Mingardi
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