E’ nostra intenzione con questo post amplificare, per quanto ci è possibile, la cassa di risonanza delle parole di dura condanna espresse dal Col. Mario Bindi, Presidente della sezione UNUCI di Brescia, nei confronti di politici, governanti e aggiungiamo noi anche oligarchi, verso i quali alcuni cittadini stanno per fortuna iniziando a manifestare segnali di concreta insofferenza.
Sentir esprimere da parte di ambienti molto vicini alle istituzioni, se non proprio istituzionali, i concetti che troverete esposti nella lettera seguente può rappresentare uno stimolo in più per chi reputa inaccettabili i meccanismi di antica sopravvivenza di un paese malato in maniera tendenzialmente terminale.
Siamo in piena crisi economica, non si vedono sbocchi, il lavoro scarseggia, la liquidità è finita e le attività commerciali faticano a rimanere aperte.
In un momento di forte difficoltà economica, con una pressione fiscale che ha raggiunto picchi del 70% e con la disoccupazione giovanile del 40%, le amministrazioni comunali di buonsenso, dovrebbero aiutare – nel limite del possibile – le piccole medie imprese a lavorare in “serenità” senza aggravare una situazione già di per se da terzo mondo.
La storia, ricchezza interiore di ogni singolo uomo, è passato. Un passato che non può e non deve essere dimenticato..I morti non hanno colore politico e la storia è oggettiva. Bisogna imparare dagli errori/orrori del passato, per consegnare nelle mani dei nostri figli un mondo migliore.
Abbiamo deciso di descrivere 3 momenti storici differenti, attraverso 3 poesie. La poesia riesce a raggiungere l’anima tramite il significato semantico delle parole congiuntamente al suono e al ritmo che queste imprimono alle frasi.
Ines Gozzi, ventiquattro anni, laureanda in lettere, era sfollata da Modena con la famiglia a Castelnuovo Rangone. Conoscendo la lingua tedesca, trovò subito un impiego lavorativo come interprete presso il comando tedesco. In questa sua veste si prodigò quotidianamente in favore della popolazione. Sul finire del settembre 1944, i partigiani uccisero due soldati tedeschi, Ines riuscì ad evitare una spietata rappresaglia germanica, salvando la vita a numerosi ostaggi ed evitando l’incendio di molte case del paese. Da quel giorno, tutti gli abitanti di Castelnuovo Rangone le saranno grati e per tutti lei sarà la «salvatrice».
3 SETTEMBRE 1967
Smettere di pedalare, fermarsi, voltarsi, contemplando cosa si è lasciato alle spalle non è mai stato nella mia mentalità.
Ho il rigetto di quanto vedo intorno a me , la stragrande maggioranza delle persone vive di proclami, promesse, dimenticandosi di fare i fatti.
Le parole fondalmentalmente sono gratuite, si passono giorni a controbattere, insultare e millantare, con il solo risultato di perdere tempo. Poi, guardando da esterno la quotidianità, dico che, almeno un tempo, lo si faceva con stile; ora le latrine di facebook e ask forniscono pure agevoli nascondigli agli eunuchi dallo sputtanamento e iperbole facili. Continua a leggere 03/09/1967: cambiare è possibile→
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