Palazzolo: analisi del voto!

E’ giunto il momento di fare un’analisi oggettiva e completa sulle elezioni amministrative di Palazzolo sull’Oglio. Seduti sulla riva del fiume abbiamo aspettato, oggi siamo nella piena facoltà per poter esprimere ciò che pensiamo dati alla mano.  Il popolo è sovrano e il verdetto dev’essere accettato e compreso.

Analisi voto

MOS di Alessandro Mingardi

logowebTerzi classificati. I MOS hanno scritto una pagina importante della storia politica palazzolese. Dobbiamo essere orgogliosi di ciò che siamo, di quello che abbiamo fatto e soprattutto di come l’abbiamo fatto. Siamo consapevoli di aver dato tutto ciò che era nelle nostre forze e possibilità, per quest’avventura. Una lezione di stile e di vita, di coraggio e di coerenza!

Grazie a tutti i MOS sia a quelli che con coraggio ci hanno messo la faccia lavorando in prima linea, sia a quelli che con lo stesso impegno hanno lavorato supportandoci. Fantastici, strepitosi!

Parte dei palazzolesi, al primo turno, hanno alzato la testa, 1001 attestati di fiducia ai MOS (10.83% con picchi del 17% in alcuni seggi)! Da soli, abbiamo dimostrato di essere in assoluto la terza lista/forza politica della Città: doppiata Forza Italia, doppiata Palazzolo Civica con FdI, doppiata Città in testa, doppiata la civica di Impegno. 1001 voti nostri, zero d’indotto, con il 65% dell’affluenza. Terza forza politica, in assoluto, della Città!

Se calcolassimo i dati, escludendo gli ultimi due seggi (tallone d’achille S.Pancrazio), la percentuale aumenterebbe di qualche punto. Il 10.83% è stato raggiunto anche perché da soli e staccati dai partiti, quindi evitiamo somme algebriche prive si senso. Insomma: 1001 voti sono un’impresa straordinaria. Sono 1001 voti nostri! Grazie agli amici cattolici. Unica nota negativa: per 40 voti perdiamo il secondo consigliere.

Di noi hanno detto di tutto: i fatti hanno dimostrato che le voci erano tutte bugie. I MOS quando dicono una cosa è quella. Per noi la parola data ai cittadini è l’unica cosa che conta! Al ballottaggio abbiamo lasciato Libertà di voto.

Mos ballottaggio

La squadra ufficiale MOS, Domenica 25 giugno 2017 ore 10.45 dopo aver fatto colazione insieme al Bar La Piazzetta, è andata a votare, basta verificare i registri.
Votare è sia un diritto ma anche un dovere. Se qualcuno non è stato in grado di intercettare elettorato libero o convincere gli astenuti, non è un problema nostro.

Era il 2011 quando in tre ci trovammo in un bar di Palazzolo per parlare di questo progetto. Nel 2012 la presentazione ufficiale dei MOS. Anni di gratificazioni e sacrifici, di soddisfazioni e delusioni, di rabbia e gioia. Anni in cui le parole d’ordine sono sempre state le stesse: aggregare, costruire, partecipare e condividere. Il segreto dei MOS è il gruppo, la voglia di condividere e proporre idee nuove per la propria Città. Abbiamo dimostrato sia che è possibile gestire un’associazione senza gravare sulle casse comunali, sia che è possibile occuparsi di politica-amministrativa al di fuori delle “stanze dei bottoni”.

Oggi siamo all’interno di quelle stanze e vogliamo dire la nostra. La storia MOS continua..

Centro Sinistra di Gabriele Zanni

Palazzolo avrà come Sindaco, per altri 5 anni, il centro sinistra di Gabriele Zanni. Una visione diametralmente opposta alla nostra. Il centro sinistra ha confermato in blocco i voti del 2012 al primo turno (4407) e li ha riconfermati al ballottaggio (4476). Ha vinto senza aiuti, dato che i suoi voti al ballottaggio sono rimasti invariati. Ricordiamo che 4476 voti equivalgono solo a circa il 33% degli elettori palazzolesi. http://www.comune.palazzolosulloglio.bs.it/istituzionale/elezioni-comunali-2017

Il centro sinistra ha puntato tutta la campagna elettorale sulla “continuità”, elencando alla gente l’operato dei questi 5 anni. Nel 2012, al primo turno, la coalizione guidata da Gabriele Zanni prese 3095 voti. Nel 2017 i voti al primo turno sono stati 4407 pari al 47.66%. Un aumento di circa 1400 unità, probabilmente il medesimo elettorato moderato perso dalla coalizione di centro destra guidata da Stefano Raccagni. Nel 2012, al ballottaggio, Zanni prese 4607 voti. Si evince che i moderati che sostennero Zanni al ballottaggio del 2012 hanno riconfermato la loro fiducia in massa al candidato sindaco uscente, già al primo turno. Palazzolo Città in Testa è la nota negativa della coalizione: nonostante, in questi 5 anni, abbia animato e indirizzato l’operato dell’Amministrazione, ha diminuito i suoi voti rispetto al 2012.

Complimenti a Gianmarco Cossandi, risultato essere il candidato più preferenziato. Per il bene della Città, Buon Lavoro.

Centro Destra di Stefano Raccagni

Il centro destra partitico ha fallito sotto molteplici punti di vista. In questo caso è affondato un progetto e quando una nave affonda, non per problemi tecnici, il maggior responsabile è il comandante. Stefano Raccagni è riuscito nell’impresa di distruggere, a livello istituzionale, il Centro Destra palazzolese.  http://elezioni.interno.it/comunali/scrutini/20170611/G030151240.html. In un momento storico dove il centro destra ha vinto praticamente ovunque. Il condottiero che doveva riunire il centro destra porta in Consiglio Comunale SOLO candidati leghisti.

Nel 2012 la somma algebrica della Coalizione di Alessandro Sala (3079 voti) + Coalizione di Tarcisio Rubagotti (2042 voti) + Palazzolo Cambia di Selina Grasso (266) era pari a 5387 voti (55.75%). http://www.comune.palazzolosulloglio.bs.it/istituzionale/elezioni-comunali-2012. La coalizione di Stefano Raccagni, riunendo la stessa squadra e gli stessi volti che persero nel 2012, ha ottenuto 3839 voti al primo turno. Questo implica che Stefano Raccagni, da solo, ha perso 1282 voti. Ha perso il voto dei cattolici-moderati. Indi per cui, senza i MOS, Zanni avrebbe vinto al primo turno.

Al ballottaggio ha ottenuto 3881 voti, dimostrando tutti i suoi limiti nel recuperare l’elettorato non leghista. Nell’analisi potrete notare come, assegnandogli ogni variabile possibile, avrebbe perso comunque, rimanendo distante 191 voti da Zanni. Quindi, riassumendo: il voto MOS non ha influenzato l’esito finale. Con la “Libertà di voto” si può ipotizzare che l’elettorato si sia suddiviso equamente fra i due candidati, le 97 schede nulle e le 37 schede bianche. Raccagni, pur avendo vinto nelle sue roccaforti (seggio 7 e S.Pancrazio), ha perso i voti necessari per colmare il gap. Stefano Raccagni, che avrebbe dovuto vincere con il 60% dei consensi, ha perso male. Tabella docet.

elezioni_2017_risultati.xlsx

 

Il candidato Stefano Raccagni ha sbagliato tutto sin dall’inizio, visto e considerato che si è scelto la stessa squadra che perse nel 2012. Il Candidato, con un profilo discutibile, ha fatto la differenza in negativo. Un politico puro che ha anteposto la propria carriera e il proprio ego, al bene delle Città di Palazzolo. Questo è il risultato finale. I numeri parlano chiaro. Ha dato in mano la Città al Centro Sinistra, per la seconda volta consecutiva, e deve assumersene tutte le responsabilità.

Una campagna elettorale “low profile”, improntata solo su di sé con pochi argomenti e tante promesse, con toni duri e comportamenti molto opinabili. Impostando la campagna elettorale in questo modo, solo su di sé, poteva massimizzare i voti del carroccio, ma era altrettanto prevedibile la perdita del voto dei “moderati cattolici”. Il risultato delle liste d’appoggio ne è la riprova.

Mesi e mesi di continui attacchi a tutti, in particolar modo ai MOS, con pochissime proposte e pure confuse. Convinti di vincere al primo turno con il 60% dei voti, il centro destra guidato da Stefano Raccagni, ha svolto una campagna elettorale di fango, mesi di continui attacchi personali, mesi di calunnie, mesi in cui pur di vincere sembravano disposti a tutto:

  • inventare storielle di cene mai esistite fra gli altri due candidati;
  • tentare di boicottare, le mostre MOS in particolar modo quella dell’artista Elisa Clerici;
  • infangare, senza motivo e dimostrando una scarsa conoscenza amministrativa, la raccolta firme MOS (per inciso abbiamo raccolto pubblicamente 180 firme in meno di 180 minuti);
  • provare a fare campagna acquisti fra i nostri giovani con tanto di documentazione;
  • snobbare i Mos perché “una lista di ragazzotti che varrà al massimo il 3%”;
  • scippare simbolo FdI, attraverso segreterie partitiche, a Vittorio Pasqua e C. senza la base;
  • copiare palesemente il nostro programma elettorale, pubblicato il 25/02/2017, senza essere nemmeno in grado di esporlo in maniera adeguata e con un conto economico credibile;
  • attaccare i MOS per le nostre gite sociali (es. Castrocaro/Predappio);
  • strappare manifesti MOS in Piazza Roma;
  • inventare alleanze al ballottaggio fra MOS e Zanni, smentiti dai numeri e dai fatti;
  • attaccare i responsabili di seggio MOS, 11/06/2017, per le magliette precedentemente autorizzate alla presenza di tutti i responsabili di lista;
  • Ultima in ordine di tempo, una diffida ai Mos per avere condiviso e commentato un articolo del Corriere della Sera.

Potevamo essere molto più duri e scendere al loro livello, durante la campagna elettorale, ma non l’abbiamo fatto. Vero che ad ogni azione corrisponde una reazione, ma è altresì vero che la gente è stanca delle risse da bar dei talk show. Per questo motivo, nonostante i validi motivi per sferrare i colpi dei KO, abbiamo preferito proseguire sulla strada delle idee e dei progetti, mentre al ballottaggio siamo stati in rigoroso silenzio, lasciando libertà di voto, per rispetto di entrambi i candidati. Il centro destra e Stefano Raccagni, senza mai essere attaccati dagli altri due candidati, sono riusciti nell’impresa di autodistruggersi con clamorosi autogol e comportamenti difficili persino da commentare.

I cittadini hanno bocciato la sua presunzione e la sua arroganza. I numeri sono eloquenti. Non è possibile addossare le colpe della sconfitta a nessun’altro se non a loro stessi. Senza i MOS, Zanni avrebbe vinto al primo turno e il loro fallimento sarebbe stato ancora più pesante.

Curiosa la reazione, al ballottaggio, di molti concittadini: “abbiamo votato Raccagni per non disperdere il voto. Ci siamo resi conto che l’unico voto non sprecato era quello dato a voi, dato ai MOS

Stefano Raccagni e la sua coalizione hanno fallito. Questo centro destra è finito, va rifondato. Raccagni ha sbagliato nelle scelte politiche, nella costruzione della squadra e nella conduzione della campagna elettorale. La sua coalizione, venduta come coalizione unita e compatta,  era un castello di carta che ha iniziato ad auto sgretolarsi già il 12 giugno a mezzo stampa. Inutile aggiungere altro.

Noi regaliamo vasche, grandi e spaziose, per bagni di umiltà!

LEGA NORD

Hanno massimizzato il risultato: 2315 voti pari al 26,47%. Il popolo leghista ha risposto in modo affermativo al primo turno, dimostrando di essere fedele al partito. 1 elettore su 4 a Palazzolo vota Lega Nord.  Mario Menassi è il più giovane e il più preferenziato. Complimenti.

Grazie a Carlo e pochi altri per essere riusciti, nonostante un clima non sereno, a mantenere dei rapporti civili con noi.

Le principali note negative, oltre al candidato e a quanto già detto, sono le seguenti:

Nazzareno Pagani, peggior Segretario leghista della storia palazzolese. Si rimpiangono i precedenti. Se il candidato si deve assumere tutte le responsabilità di questo fallimento, è altrettanto vero che il Segretario della Lega non può nascondere la testa sotto la sabbia. Incapace di mantenere unita una coalizione, incapace di relazionarsi ed emanare comunicati degni di essere definiti tali. Non è stato in grado di fare la parte politica della campagna elettorale. Massimizzare i voti leghisti implicava perdere i voti dei cattolici moderati, vero ago della bilancia di Palazzolo. Si è dimostrato inadeguato a ricoprire un ruolo cosi delicato, calcolando che la Lega è la seconda forza politica di Palazzolo. Sicuro corresponsabile di questo fallimento.

Fabio Rolfi arriva di peso, come se ce ne fosse bisogno, sul territorio palazzolese nella primavera del 2016. Impone Stefano Raccagni alle segreterie e questo è il risultato. L’imposizione in politica non funziona, serve la condivisione. Uno degli attori del fallimento palazzolese. Rolfi non è al primo fallimento politico, in più di un’occasione ha puntato sul cavallo perdente. Imparerà mai dai suoi errori? Forse no, visto e considerata la poca lungimiranza.

Qualcuno deve farsi un esame di coscienza serio! Lo spessore del candidato a Palazzolo conta, non basta il simbolo di partito per far vincere il centrodestra!

FORZA ITALIA

Le percentuali sono ai minimi storici 484 voti (5.53%). Il calo è sia di partito sia di candidato: 2012 Pdl 803 voti pari al 10.05%, 2017 484 voti pari al 5.53%. I moderati forzisti al primo turno hanno evidentemente appoggiato una persona più moderata e i numeri di Zanni lo dimostrano. Bisogna ammettere che la somma di FI, Impegno e Palazzolo Civica è pari a 1411 voti (16.12%). Probabilmente le faide interne hanno contribuito alla frammentazione perché la percentuale tutto sommato c’è. Detto ciò, questi problemi interni non hanno influito sul risultato finale. Il candidato ha pesato in negativo sul loro elettorato.

Il Coordinatore di Forza Italia Fabio Terzi è rimasto fuori dalla bagarre. Ha costruito una squadra, opinabile, in poco tempo. Era oggettivamente prevedibile il risultato finale.

Massimo Chiodini, copolista di FI è stato denunciato da Gabriele Zanni per essere stato Chiodinibeccato a distribuire lettere anonime, diffamatorie e prive di Committente Responsabile. Spavaldo ai seggi, lanciava scommesse sulle preferenze e denigrava pesantemente i MOS. Risultato: fuori dal consiglio comunale e pesante sanzione amministrativa. OUT!


Arcangeli & Giuliana Bertoli
, fra i peggiori. Hanno apostrofato Alessandro Mingardi, sui social, come “farabutto e delinquente” durante la campagna elettorale (soggetto sottointeso visto e considerato che era l’unico ad aver esposto manifesti in quel preciso periodo). Hanno utilizzato l’Associazione il Maestrale, che riceve finanziamenti pubblici ed ha una sede data dal Comune, per fare campagna elettorale a Forza Italia e a Stefano Raccagni.

maestrale

Utilizzare la mailing list di un’associazione “culturale” per fare queste cose è inaccettabile. Sicuramente torneremo a parlare di questo caso, direttamente dai banchi consiliari.

Alessandro Sala interviene al ballottaggio, con un articolo che critica l’unica lista (Impegno) che ha salvato Raccagni al primo turno. Politico puro, ha dato il colpo di grazia (del KO), al suo delfino a mezzo stampa.

salavsrubagotti.jpg

Il mondo dei moderati ha la necessità di ripartire da volti positivi, nuovi, che abbiano voglia, tempo e che siano in grado di mettersi a disposizione della Città senza secondi fini. I partiti oggi sono un limite per l’aggregazione d’area, quindi bisogna o togliere il limite o studiare soluzioni differenti. Moderati come per es. Paolo Carnazzi, Marco Bonari, Davide Mai Palazzolo ecc. devono assolutamente essere coinvolti nella ricostruzione di un’area moderata ormai allo sbando senza più nessun punto di riferimento.

PALAZZOLO CAMBIA

Stefano Marini ha preso 35 preferenze. Palazzolo Cambia vale 35 voti.
Non serve aggiungere altro. OUT

IMPEGNO

Vanni Gritti & C. pensavano di vincere al primo turno. Hanno evidentemente sopravvalutato il candidato Stefano Raccagni e la coalizione, fermandosi ad un’analisi algebrica del 2012. Le somme algebriche in politica non funzionano. Impegno è passato da 615 voti pari al 7.70 del 2012 ai 435 voti pari 4.97% del 2017.

Lista comunque ben strutturata. Oggettivamente difficile commentare la coerenza della scelta sulla collocazione. Andare in coalizione con chi, in Consiglio Comunale, apostrofavi come “acefalo” e a cui hai fatto sempre la guerra, è veramente di difficile comprensione per tutti, elettorato in primis.

San Pancrazio ha salvato Stefano Raccagni, altrimenti Zanni avrebbe vinto al primo turno. La lista ha retto bene anche al ballottaggio, rendendo più morbida la sconfitta. Complimenti sia a Giovanni Pelucco che a Luisa Sala per aver superato le 100 preferenze.

Detto ciò bisogna ammettere che Impegno è stata l’unica lista della coalizione di centro destra ad essersi comportata in modo educato e rispettoso nei confronti dei MOS.

Dopo anni di Consiglio Comunale e amministrazione, la lista Impegno è OUT.

PALAZZOLO CIVICA

Voti 492, pari al 5,62%. Totale preferenze 313.
Armando Marini, nonostante tutto, ha confermato le sue 130 preferenze. Puntata sicura alla Snai da ormai 15 anni circa. Calcolando che molti membri della lista fanno parte del suo entourage si può affermare che Armandino ha, sempre e comunque, le sue “amicizie”.

zancaFallimento totale di “Destra per Palazzolo”: Davide Zanca (chi è?) zero preferenze, Mario Gervasoni zero preferenze, Valentina Scarabelli 14 preferenze. Di questi nessuno è residente a Palazzolo. Alla faccia della serietà e credibilità. Allestire una lista, a pochi giorni dalle elezioni, con gente di Pontoglio, Castelli Calepio, Brescia e Cazzago S/M, è sintomo di poco interesse per la nostra Città. Fallimento totale.

 

Per Giulio Alberti le 100 preferenze del 2012 sono un miraggio, si ferma a 30. L’avventura politica amministrativa dell’Ex FLI è giunta al termine, fuori dal Consiglio Comunale. OUT!

FRATELLI D’ITALIA
MatrioscaQuesto fallimento, merita un’analisi approfondita visto il trattamento che hanno riservato a diversi nostri tesserati e la poca coerenza avuta.
https://mospalazzolo.it/2017/05/23/opportunismo-in-riva-alloglio/
FdI ha il peso specifico illustrato sui cartelloni: chi cerca trova. Lista civica voti 492-313 preferenze=179. E’ impossibile avere un indotto di 179 voti a Palazzolo con un simbolo inserito in una matriosca. Lasciamoglielo credere ugualmente, tanto è comunque un pessimo risultato.

Pensavamo che, dopo l’imbarazzante figura fatta durante la definizione delle alleanze e dopo l’astuta strategia politica che ha portato FdI ad essere un simbolo dentro una matriosca con zero candidati, ci fosse almeno la decenza e il pudore da parte dei suoi esponenti provinciali a non mostrarsi pubblicamente nella nostra Città per almeno qualche mese. Questo denota tutta la coerenza dei soggetti interessati che adesso citeremo uno ad uno:

Commissario Daniele Mannatrizio, arriva in Città e riesce nell’impresa di non trovare FDILeganemmeno un iscritto. Presenta il simbolo in una civica, modalità matriosca, senza conoscere nemmeno il pregresso dei candidati della stessa, a partire dal capolista. Rappresentanti di FDI: ZERO! Denigra ed attacca i MOS per la raccolta firme, divulgando falsità e dimostrando tutta la sua inadeguatezza politica. Disperso.

FdICaloviniVice-Coordinatore Giangiacomo Calovini, uomo di partito e braccio operativo di Viviana Beccalossi, ha lo scudo crociato tatuato nel cuore. Corpo giovane, mentalità vecchia. Molto impegno e poco sentimento. Ha sposato, condiviso e pubblicizzato un progetto perdente con un candidato perdente. Lo ha fatto giocando con la dignità degli iscritti locali (Pasqua e C.) e le emozioni degli espulsi storici. Politicamente era difficile far passare il buonsenso del nostro progetto civico, solo chi ha un minimo di lungimiranza politica lo avrebbe potuto cogliere. Rifiutare la proposta di non mettere il simbolo era una mossa troppo arguta e intelligente. Ha sbagliato ogni previsione, fermandosi anche lui alla somma algebrica del 2012 e dimostrando che a Palazzolo è FDI ad avere bisogno dei MOS e non viceversa.

Assessore Regionale Viviana Beccalossi. Decide di sostenere un candidato che appena 3 mesi fa apostrofava con aggettivi dispregiativi durante un coordinamento provinciale, alla presenza di 40 persone (per intederci  questa è una delle tante uscite del suo candidato https://www.facebook.com/pg/lega.palazzolo/videos/?ref=page_internal). Decide di sostenerlo, girando la faccia alla base di FDI e mancando di rispetto a gente come Vittorio, Ettore, Gianfranco e C., senza conoscere nè la situazione né la realtà locale. Classica scelta imposta dall’alto per logiche partitiche lontane dal territorio. Vecchio modo di fare politica. FDI a Palazzolo rimane così una scatola vuota. Interviene sul territorio con gaffe clamorose che la costringono a scusarsi pubblicamente con l’altro candidato: Gabriele Zanni. (https://www.facebook.com/ZanniSindaco/photos/a.294270330660703.72432.294257063995363/1376627902424935/?type=3&theater) Imbarazzante la discussione pubblica sui social, modalità “scaricabarile” con la Lega Nord. Tutto questo ricoprendo il ruolo di Assessore Regionale (nominata).


Capiamoci: chi è realmente di destra odia gli arrivisti, odia chi antepone il proprio ego al bene della comunità. Si ricordi che qui a Palazzolo c’è una comunità che nonostante i beceri attacchi ricevuti, ha puntato tutto su progetti e contenuti dando a VOI una lezione di coraggio, stile, onestà e coerenza! I MOS sono un baluardo di valori in un sistema nichilistico (di cui lei fa parte) che allontana sempre di più gli elettori dalla macchina amministrativa. Forse ha ragione chi sostiene che è davvero lei, ed il suo modo di concepire la politica modalità “cerchio magico”, il limite della destra bresciana? Sicuramente a Palazzolo sarà la Lega Nord ad aiutarla nelle preferenze per le regionali dell’anno prossimo. Il gruppo di FDI provinciale, a Palazzolo, oltre contare poco più di uno zero virgola, ha perso ogni genere di stima e credibilità ed il risultato elettorale ne è la riprova. Si ricordi bene cara Viviana Beccalossi che fra i valori di un Uomo/Donna di destra vi sono il coraggio, l’onestà e la coerenza. Il coraggio di scendere in campo contro un sistema partitico lontano dai cittadini e la coerenza di non vendersi per una poltroncina. La coerenza di questi anni ci ha dato credibilità e l’entusiasmo intorno a noi ne è la dimostrazione. Noi non siamo in vendita, prima di essere politici siamo uomini con dei valori e I VALORI NON SI VENDONO, SI DIFENDONO!

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Bisogna costruire, ripartendo dalle persone. Dal valore umano. Siamo consapevoli che nell’area ci siano persone valide, capaci e preparate. Cercheremo di coinvolgerle per creare una nuova classe dirigente e facendo un’opposizione costruttiva!

A Palazzolo i MOS ci sono dal 2011 e ci saranno sicuramente sino al 2022. Non siamo una semplice lista, siamo una grande famiglia che ama la propria Città! Abbiamo fatto una campagna elettorale divertente, fresca e contemporaneamente dura e faticosa, che ha riacceso la speranza nei cuori assopiti di molti concittadini. Siamo stati in grado di trasmettere quell’entusiasmo contagioso che ci contraddistingue. Mai un attacco agli altri candidati, solo reazioni ad azioni studiate ad hoc da parte di chi è privo di contenuti.

Oggi si apre un nuovo capitolo. Entriamo in Consiglio Comunale e cercheremo di essere un’opposizione costruttiva, per il bene di Palazzolo!

Proseguiamo a testa alta il nostro cammino, un cammino di valori, un cammino d’idee, un cammino di progetti. I MOS ci sono, ci sono sempre stati ed oggi più che mai sempre ci saranno.  La strada è tracciata, la costruzione è avviata. Ripartiamo da qui!

MOS PALAZZOLO
Alessandro Mingardi

 

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