Herr Schauble denken Sie uns

Potrà mai essere possibile che la dignità democratica di una nazione debba dipendere dalla sensibilità di un suo concorrente? Nell’Italia del Renzi, segretario, lo ricordiamo, del partito che più di tutti dovrebbe quantomeno limitare l’ambizione famelica dei privilegiati ad ingrossarsi alle spalle di chi è fiscalmente vessato, lo è eccome! Il pupo infatti sta cercando in tutti i modi di far passare in commissione europea quella che lui, assieme a tutto il suo apparato di regime (stampa, televisione, organi intermedi) dice da disonesto puro essere la garanzia di stato a protezione degli investitori, ma come ben sanno Merkel e Schauble invece è tutt’altro ovvero: aiuti pubblici ad imprese private.

Una vergogna che nessuna forma di rappresentanza si senta in dovere di spiegare come stiano realmente i fatti, ovvero di raccontare l’ennesimo sontuoso regalo a banchieri imbecilli capaci solo di affossare i bilanci delle loro (perchè nessuno le nazionalizza) banche per ricevere in cambio i famosi premi milionari da stipare a Panama o in HSBC o nelle Seychelles o alle British Virgin Island nella migliore tradizione nazionale di socializzazione del debito e di privatizzazione del profitto.

Allora vediamo bene cosa sta accadendo.

Renzi e Padoan, Presidente del Consiglio e Ministro delle Finanze di un  Governo che difficilmente si può definire come espressione della volontà del popolo espressa tramite le elezioni politiche del 2013, non contenti del Fondo Atlante vogliono varare un Fondo Atlante2 che garantisca tramite la Cassa Depositi e Prestiti (il salvadanaio del Tesoro che lo rimpingua tramite anche le tasse estorte ai cittadini) l’aumento di capitale delle banche nel caso gli azionisti non siano disponibili a sottoscriverlo.

Spieghiamo cosa vuol dire: il capitale sociale delle imprese dipende sostanzialmente da quanto è stato versato in conto patrimoniale dai soci, in questo caso i banchieri,  all’atto della fondazione sia per avviare l’impresa sia per garantire ai creditori che i loro debiti, in divenire sul conto economico, possano essere saldati.
Con l’andare del tempo però il patrimonio sociale risulta troppo basso per poter far fronte al flusso di cassa, agli investimenti e agli impegni ai quali una banca è chiamata a far fronte. Questo perchè fondamentalmente di base c’è l’obbligo strutturale per le società di capitale ad ingrandirsi ed ad aumentare il proprio fatturato per coprire da un lato le spese crescenti e dall’altro generare maggior profitto. Da qui la necessità di recuperare nuovi capitali, non solo tramite emissioni di obbligazioni che sono prestiti e quindi hanno una durata limitata, ma anche facendo quotare su un mercato regolamentato le azioni ordinarie di modo che l’asta dia alle azioni un valore di mercato superiore al loro valore nominale (dato dal capitale sociale diviso il numero delle azioni).

Fin qui nulla di male, pare, peccato che però nel corso di questi ultimi anni genialate quali: finanziare imprese di amici e parenti che già in partenza si sapeva che sarebbero fallite o tutt’al più mai avrebbero restituito i prestiti (i famosi crediti deteriorati o inesigibili); oppure, facciamo un altro esempio a caso, finanziare le carriere politiche di persone a loro affiliate che poi al posto dei soldi avrebbero restituito i prestiti o sotto forma di decreti legge (ricorda niente il salva banche?) o consigliando agli organi di controllo preposti come Consob e Banca d’Italia di chiudere entrambi gli occhi nei momenti di verifica dei bilanci e nei momenti di stesura delle note informative ai risparmiatori (ricorda niente la rimozione degli scenari probabilistici dai prospetti informativi? ricorda nulla il piazzamento delle obbligazioni subordinate ai risparmiatori da parte di Banca Etruria e compagnia cantante? ). Peccato, dicevo, che tali operazioni abbiano ridotto drasticamente il capitale sociale sia perchè le azioni avendo perso mediamente tra il 40% e l’80%  del loro valore di mercato addirittura adesso vengano scambiate ad un valore inferiore di quello nominale, sia perchè i crediti inesigibili non potendo essere iscritti all’infinito come parte attiva a bilancio e non potendo essere riscossi da un lato si siano fumati il patrimonio investito e dall’altro richiedono di utilizzarne altro per continuare con l’esercizio commerciale (che poi non è neanche vero perchè da quello che si sente le banche non prestano più soldi alla società reale). Risultato? Per evitare la bancarotta o almeno per rientrare nei parametri di borsa serve ricapitalizzare la banca ovvero metter mano al portafoglio e aumentare il capitale sociale a garanzia dei creditori emettendo di conseguenza nuove azioni.

Insomma serve chiedere al mercato altri soldi per aggiungere capitale in conto patrimoniale a garanzia dei debiti in conto economico senza però avere la certezza che il mercato si voglia accollare tale sforzo.

Siccome l’esperienza di pochi mesi fa della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca suggerisce già il risultato, in quanto la ricapitalizzazione è andata a finire tutta (90%) sulle spalle del Fondo Atlante, con conseguente esclusione da Piazza Affari, la coppia Renzo&Lucia vuol fare in modo che lo Stato ogni volta che lo ritiene opportuno possa partecipare alle ricapitalizzazione acquistando le nuove azioni emesse dagli istituti di credito a rischio di fallimento.

Capito?

In altre parole se il mercato, ovvero tutti noi piccoli e grandi risparmiatori, ritiene che sottoscrivere l’aumento di capitale di una banca quale MPS, sia, come in effetti è, una sostanziale fregatura, considerando come verranno sperperati i soldi, allora per non rendere vano il tentativo di ricapitalizzazione, con conseguente probabile bancarotta, ci pensa il Franco.. o Pantalone.. o lo Zio Sam..
Oppure in via alternativa, e questa è più sottile, l’altra opzione che i tutori dei nostri interessi di risparmiatori stanno proponendo alla commissione è di poter acquistare sempre tramite CdP i crediti deteriorati dalle banche a prezzi molto superiori a quelli di mercato di modo che i bilanci delle banche (Intesa, MPS, Unicredit, etc) si sgravino di questi tumori maligni da esse stesse generati e possano evitare la ricapitalizzazione.

Merkel e Schauble che non sono degli sprovveduti come (evito) hanno detto NEIN

Grazie!

Tuttavia le trattative con la commissione europea sono in continua evoluzione in quanto il partner italiano a seguito della brexit è costretto ad essere trattato con maggior riguardo e può permettersi rispetto al recente passato di fare un po più la voce grossa visto anche come si stia ritrovando inaspettati alleati al suo fianco.

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