E’ ufficiale:
la cooperativa di Palazzolo è il vero centro di potere della Città.
Con l’espressione centro di potere, si intende il sistema di rete di potere – come esercizio di influenza e condizionamento di scelte – esercitato da individui, istituzioni, enti compresi nel sistema relazionale (rete sociale). Secondo gli studiosi di S.N.A., la specifica configurazione di una rete influenza aspettative, percezioni, azioni di un attore (sia esso un attore sociale, un individuo, un’azienda, un’associazione, un partito).
Questa breve premessa vi servirà per comprendere meglio le domande relative a casi locali che intendiamo sottoporvi.
Nonostante l’omertà più assoluta sia calata su questo argomento, si registrano da altre parti nuovi dettagli che fanno scopa con quanto si è dedotto dai fatti esposti nell’articolo citato.
I MOS nonostante i silenzi non si sono arresi e stanno portando avanti la questione nelle sedi più opportune per ottenere l’attenzione che meritano sotto forma di chiarimenti e delucidazioni.
Stuzzicati dalla pomposa comunicazione apparsa su quipalazzolo in data 19/12/2014 e relativa ai lavori in corso nelle scuole di Palazzolo s/O, sulle quali per inciso ci complimentiamo in quanto profondamente d’accordo coi motivi ispiratori, abbiamo fatto qualche ricerca per capire come si ponessero i dati snocciolati dall’Amministrazione Comunale se confrontati con quelli messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca relativamente al tanto acclamato Piano di Edilizia Scolastica di cui sicuramente per ora ne ricalca lo stile comunicativo.
Come noto (forse) il Governo Renzi per il biennio 2014-15
Stuzzicati dalla pomposa comunicazione apparsa su quipalazzolo in data 19/12/2014 e relativa ai lavori in corso nelle scuole di Palazzolo s/O, sulle quali per inciso ci complimentiamo in quanto profondamente d’accordo coi motivi ispiratori, abbiamo fatto qualche ricerca per capire come si ponessero i dati snocciolati dall’Amministrazione Comunale se confrontati con quelli messi a disposizione dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca relativamente al tanto acclamato Piano di Edilizia Scolastica di cui sicuramente per ora ne ricalca lo stile comunicativo.
Di cosa deve occuparsi una Amministrazione comunale? È una domanda che, in teoria, qualsiasi cittadino dovrebbe porsi, così da valutare se i soldi che vengono presi dalle sue tasche, con sempre più salate tasse, vengano utilizzati nel modo corretto. Prima di porsi questa domanda è necessario però capire che cosa è oggi una città e vedremo che è solo in parte ciò che era fino a pochi decenni orsono.
Un tempo le città, piccole e grandi, erano anche delle autentiche comunità, la cui sopravvivenza ed efficienza erano garantite da due fattori fondamentali: il forte senso di appartenenza degli abitanti e la loro scarsa mobilità, quest’ultima intesa sia nel senso di propensione al lavoro e ai consumi al di fuori del territorio comunale sia di propensione ad abbandonare il comune per trasferirsi in altre località. Inoltre un trend demografico in continua ascesa contribuiva a garantire la sostanziale assenza di sacche di abbandono e degrado territoriale.
Segnalo la lettura di questo dossier a cura del settimanale L’Espresso, nel quale si afferma come nella nostra amatissima Repubblica Democratica non ci siano sostanzialmente alternative se non quella di affidarsi alla ‘ndrangheta per portare a compimento i lavori necessari alla riuscita di Expo Milano 2015.
Detto che un conto è avere la forte convinzione di agire all’interno di un oppressivo meccanismo di solidarietà e mutuo soccorso la cui reggenza è tenuta dalla trinità Industria-Stato-Mafia (nel senso che sono uno e trino), un altro è quello di vederne certificata la certezza a causa di presunte figuracce internazionali Continua a leggere Expo della nostra criminalità→
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